Ieri sera si sono presentati al centro tre "bravi" manzoniani. Certo questi bravi hanno sicuramente meno fortuna visto che vengono a dormire in un centro caritas. Hanno subito cominciato a far storie e a dimostrarsi arroganti. In questi casi la cosa peggiore da farsi è reagire d'istinto. Infatti ho preferito usare toni bassi dimostrandogli di essere più forte di loro visto che non ho bisogno di alzare la voce.
Di fatto sono andati subito a letto e stamattina hanno pulito bagno, cucina e pavimenti... chi l'avrebbe mai detto?
Il decesso di un 65enne massafrese nella piazzetta dell’ospedale
Il Natale a Massafra ci riporta alla dura realtà della miseria e della condizione di estrema povertà, che l’uomo non può sostenere. Fino a morire per strada senza che nessuno si accorga di nulla, senza che nessuno possa soccorrerlo e aiutarlo. E' morto così Giuseppe Mappa, 65enne proprio il giorno di Natale, intorno alle 15.30, il personale del 118 l'ha trovato seminudo, rannicchiato dietro una piccola siepe di piazza Caduti in Nassirya di fronte all'ospedale cittadino «Pagliari». Il decesso risaliva ad alcune ore prima. L'uomo sarebbe morto per cause naturali. Viveva all'interno della sua auto nelle piazze di Massafra ed è probabile che sul decesso abbiano influito una vita di stenti e il freddo di questi ultimi giorni. Una morte assurda che ci ripropone nei giorni delle festività natalize il dramma della solitudine e di quanti vivono ai margini della società e soprattutto al di sotto della soglia di povertà.
A tal proposito padre Giuseppe Moni, parroco di San Francesco di Paola, è intervenuto con un amaro commento sull’accaduto, esprimendo «rabbia, indignazione, protesta interiore. «Ci prende - afferma padre Moni - un senso di impotenza, anche perché, sempre di più e giustamente, ci stiamo interessando di quello che comunemente chiamiamo Terzo Mondo. Ma da anni ormai ci dicono che ne esiste un Quarto, trasversale agli altri tre. Presente sotto casa, sotto il nostro naso. Chi ci crederà? Nessuno. Nessuno fin quando continueremo con i nostri discorsi di circostanza. Sulla carta diciamo che tutto funziona a dovere, ma chi sa veramente cosa sta soffrendo la nostra gente di Massafra? . Quello di Giuseppe - prosegue padre Moni - è stato un dramma della notte, invisibile, eppure vicino. Ora vogliamo cercare di capire e, magari, lavorare insieme. Senza dispersione di energie. Senza ideologie ma solo in nome dell'uomo ».
Il parroco di San Francesco si chiede anche chi è a conoscenza delle sacche di povertà e di miseria. Noi risponderemo proprio nessuno; forse, soltanto le parrocchie e la Caritas, che comunque non possono sostenere tutto il peso, anche perché a loro volta poco sostenute dalle “alte gerarchie clericali”. E allora come sottolinea padre Moni ci dobbiamo affidare a coloro che, in nome della carità, laici, volontari e persone consacrate, vivono in proprio la dimensione esatta della vita cristiana, quella del servizio, della solidarietà e carità. Ma purtroppo quest’ultimi sono sempre troppo pochi.
Angelo Nasuto
Non ricordo se vi ho parlato della fine fatta da A. e P.
Chi sono? A. era un nostro ex ospite a cui abbiamo dato fiducia affidandogli il compito di custode del centro in seconda.
I suoi "poteri" sono cresciuti sempre più tanto che alla fine lui aveva le chiavi di ogni porta e si è portato dietro pure la donna, ossia P.
Brave persone, certo, ma con molti problemi.
Fintanto che stavano da noi soldi non ne vedevano e conducevano una vita abbastanza tranquilla. Un bel giorno, però, A. ha maturato il diritto alla pensione di vecchiaia e si è beccato di colpo 3mila euro di arretrati ed una pensione di 700,00 euro mensili.
Troverà casa, pensavo io. Troverò casa, diceva lui. E invece dopo averci prontamente piantato in asso (soprattutto a causa degli screzi con la Sig.ra A.) si sono rifugiati in albergo.
50 euro al dì e alcool in quantità, ristoranti... fatevi i conti quanto durano 3700 euro.
Ora sono nuovamente sul lastrico e quel santo di Don A. gli ha trovato una stanzetta della Caritas dove possono alloggiare gratis.
Sono venuti a trovarmi per lamentarsi del fatto che la Sig.ra A. ha regalato il gatto che avevano abbandonato nel nostro giardino e che qualcuno gli ha fregato la bicicletta. Poi A. ha avuto la faccia tosta di chiedermi in prestito (leggasi regalargli) cinque euro.
Ho fatto un rapido calcolo... vi voglio bene, però... tu pigli 700 euro al mese, io campo con 5 euro al giorno che mi passano i miei genitori... Caro A. mi spiace ma non ne ho... hai presente la cicala e la formica?
E' durato davvero poco il Re Mago che era venuto a darmi una mano come custode notturno! Nel giro di una settimana è sparito. Devo essere sincero? Sono contento, non mi ispirava nessuna fiducia.
Ora invece la fiducia la stiamo dando a P.L., una vecchia conoscenza. P.L. è italiano, di questa città, ed ha un carattere tranquillo e gentile. Non mi piacciono quelli aggressivi. Qui siamo tutti ragazzi, c'è bisogno di un clima tranquillo, non di qualcuno che detti legge.
Tanto la testa gloriosa arriva sempre. Stamattina, ad esempio mi sono trovato un pocopiùcheventenne marocchino, vestito alla malandro (direbbe Pasolini ne "una vita violenta"). Ho capito subito che voglia di lavorare per lui è uguale a zero.
Essendo l'ultimo arrivato, ed uno dei più giovani, gli ho chiesto di lavare il bagno. Inizialmente ha fatto finta di non capire anche se l'italiano lo sa benissimo. Poi l'ho ripetuto in francese e lui ha capito, a malincuore.
Senza che la faccio troppo lunga, alla fine mi ha detto si ma il bagno l'ha fatto lavare ad un suo connazionale, bravissimo e sempre disponibile, ma che ha forse trent'anni più di lui.
Dopo un po' vado nel bagno dei volontari e ci trovo un bello sputo catarroso nel lavandino. Come direbbe Moretti, mi gioco una palla, non due, ma una sola, che è stato lui!
Non solo... alle 11,30 la mia ragazza mi chiama dal centro ascolto della stazione poiché questo tipastro aveva dimenticato a casa un biglietto del treno importantissimo di 40 euro.
Piglio la bicicletta e corro (non troppo veloce a dire il vero...) verso il centro. Lo trovo davanti la porta, non dice grazie ma "perché non state aperti tutto il giorno come a T.?".
Io gli prenderei volentieri la faccia e la sbatterei su di uno spigolo marmoreo, ma sono un tipo pacifico e gli rispondo soltanto che deve dire grazie che oggi è sabato e non lavoro altrimenti il suo biglietto non l'avrebbe avuto che a tarda sera dopo aver perso una cinquntina di treni utili. Gli ricordo poi che noi siamo quattro gatti a gestire la casa e lo facciamo gratis, non abbiamo quindi la possibilità di stare aperti tutto il giorno.
Comunque lui entra nella sua camerata e comincia a rivoltare il suo letto guardando in ogni angolo, sotto il materasso, dentro il cuscino, nei tiretti, smonta il comodino... e pretende di fare la stessa cosa con tutta la casa, scrivanie, cucina, bagno, giardino... non trascura nulla....
Mi lascia un casino diffuso ma... alla fine NULLA! Questo è il primo caso di biglietto con i piedi! O forse uno dei tanti casi di persona senza cervello.
Tornando alle cose serie... l'altra sera il marocchino più anziano se ne tornò ubriaco fradicio e a nulla valsero i consigli per metterlo a letto da parte di P.L.
La Sig.ra A. ad un certo punto spazientita lo ha mandato fuori nonostante le sue proteste vivaci. Fortunatamente P.L. lo ha fatto rientrare dopo che la Sig.ra A. era andata via. All'indomani ho chiesto spiegazioni visto che A., questo è il suo nome, è sempre stata una persona tranquillissima e, soprattutto, uno che collabora nelle pulizie. Mi ha detto allora che ha chiamato in Marocco e gli hanno riferito che sua sorella di soli 38 anni era morta a seguito di una operazione cardiaca. Per la disperazione si è ubriacato.
In questi casi io l'alcool lo tollero.