SENZATETTO

DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIOR: pensieri di un bamboccione senza fissa dimora.
martedì, 26 aprile 2005

Una scelta che ti cambia la vita

 E' da un po' che non scrivo... in compenso eccovi un articolo scritto dalla mia ragazza:

Siamo tre ragazzi, profondamente diversi ma accomunati da una stessa esperienza: il servizio civile presso il CENTRO CARITAS di L., un centro ascolto che si occupa di prestare assistenza morale e concreta a varie tipologie di bisognosi.

 

 

Arrivarci è semplice: basta seguire le indicazioni della freccia posta a destra della facciata della S. F.

 

 

La nostra avventura è cominciata proprio in questo centro costituito da due piccole stanzette, qualche mese fa, quando io ed un’altra ragazza abbiamo deciso di entrare a far parte dei volontari del servizio civile. Perché questa scelta? Per tanti motivi: per fare un’esperienza nuova, per sentirci utili nella vita, per trovare un lavoro che non fosse fine a se stesso, ma che offrisse la possibilità di fare del bene a qualcuno. All’inizio tanti dubbi, tante paure, ma anche una grande voglia di metterci in gioco. Non sapevamo a cosa andassimo incontro, ma ci siamo buttate. Abbiamo subito instaurato un buon rapporto con l’obiettore che già prestava servizio lì da due mesi, e adesso siamo un trio inseparabile.

 

 

Siamo ragazzi normali, ma anche molto fortunati: veniamo da buone famiglie che non ci hanno mai fatto mancare nulla, abbiamo una casa, degli amici, frequentiamo un corso di studi, siamo spensierati e ci divertiamo, come quasi tutti i ragazzi della nostra età. Ritenevamo queste cose normali, scontate, ma presto abbiamo capito che non è così. Non sapevamo nulla del mondo parallelo che avremmo conosciuto, se non qualche notizia ascoltata in tv, ma considerata troppo lontana da noi per essere ritenuta credibile.

 

 

La realtà che abbiamo toccato con mano in questo centro è ben diversa dal mondo in cui abbiamo vissuto, e presto ci siamo accorti di non essere in un film o in una notizia di cronaca televisiva. Le persone che abbiamo conosciuto, e che giornalmente frequentano il centro, sono reali ed hanno i nostri stessi sentimenti, i nostri stessi bisogni, gli stessi desideri e le stesse paure. Da noi vengono persone sole, abbandonate da parenti ed amici, che con il pretesto di chiedere un capo d’abbigliamento usato cercano nel nostro sorriso il calore umano che da tempo hanno perso e che viene loro negato dal mondo; vengono persone che non hanno un lavoro e di conseguenza non hanno di che mangiare, ma che ugualmente devono portare avanti la famiglia; vengono persone che non hanno la possibilità di entrare in un negozio d’abbigliamento e scegliere ciò che vogliono; vengono stranieri, costretti a lasciare il proprio Paese in cerca di lavoro, spinti dalla necessità ad abbandonare la casa e la famiglia nella speranza di una vita migliore che, forse, non troveranno mai, alle prese con una lingua che non è la loro, con persone diffidenti e spesso ostili, con tanti problemi di ordine pratico; vengono persone drogate o alcolizzate o malate, che hanno perso la voglia di vivere e di sperare.

 

 

Nelle ore in cui il centro è aperto la responsabile e noi volontari cerchiamo di mettere da parte i nostri pensieri e di dedicarci ai bisogni di questa gente con amore e dedizione, avendo sempre a portata di mano un sorriso ed una parola di conforto. Spesso vorremmo aiutarli di più, ma quando non possiamo ci sentiamo impotenti.

 

 

La cosa che più impressiona e fa paura è che in molti casi la vita dei “nostri bisognosi” in passato era simile alla nostra o addirittura migliore, poi per colpa di una donna, di un vizio o di un brutto scherzo della vita si ritrovano oggi in situazioni incresciose. In altri casi, invece, alle spalle di comportamenti sbagliati, maleducati o pericolosi c’è solo tanta ignoranza e povertà morale e culturale.

 

 

Il 12 aprile noi due ragazze del servizio civile, su iniziativa della nostra responsabile, siamo andate in una classe dell’Istituto Tecnico “C.” per prestare testimonianza e raccontare la nostra esperienza nel centro. Sono sicura che per quei ragazzi non siamo state solo il pretesto per saltare un’ora di lezione, ma ci hanno ascoltate con interesse e serietà, perché si sono trovati davanti due ragazze normali, due coetanee, con i loro stessi problemi e la stessa paura del futuro.

 

 

Abbiamo raccontato loro il perché della nostra scelta, quanto questa esperienza ci abbia arricchite da tanti punti di vista, abbiamo parlato dei “nostri poveri” e dei volontari del centro a cui ci siamo affezionate, della gioia che ogni giorno proviamo quando ci ritroviamo tutti insieme sapendo che facendo del bene ad un nostro fratello stiamo facendo del bene anche a noi stessi.

 

 

La nostra speranza è che sempre più ragazzi vengano coinvolti in questo progetto e diano alimento al mondo del volontariato, perché è vero quello che dice lo slogan: “E’ una scelta che ti cambia la vita”!

postato da chiacchierefutte alle ore aprile 26, 2005 08:32 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: esperienze, volontariato, servizio civile, caritas


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