SENZATETTO

DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIOR: pensieri di un bamboccione senza fissa dimora.
domenica, 02 ottobre 2005

Ufficio immigrazione

Ho maturato una convinzione: gli uffici in questura per gli extracomunitari sono finti, fittizzi, messi lì solo per dire di no o, al massimo, per rallentare al massimo qualsiasi procedura.

Come nasce la mia convinzione? Ricordate l'altro giorno? La questura era chiusa perché un poliziotto era morto in un incidente stradale. Voglio ricordare che la questura riceve solo per alcune ore un paio di giorni la settimana e, quindi, una chiusura del genere può significare ulteriori massacranti attese. Queste attese riguardano esseri umani che hanno pagato migliaia di euro per scappare dalla fame, dalla guerra, dalla morte sicura.

L'altro giorno sono andato in questura e... indovinate un po'? Era nuovamente chiusa, nel giro di due settimane ben due chiusure. La causa stavolta? La morte del questore di Genova!!! Con tutto il rispetto ma Genova si trova a migliaia di km da noi! Ma se muore un avvocato che facciamo? Chiudiamo il tribunale? E se muore un giudice? Facciamo un mese di ferie?

Stavolta, però, la chiusura è stata parziale. Alle 11 hanno aperto.Tre ore di lutto.Peccato però che mancassero tutti i dirigenti e dopo altre due ore di anticamera ho potuto domandare se avevano letto una raccomandata inviata e regolarmente ricevuta un paio di settimane prima.

Non ne sapevano nulla, dovevano chiedere al dirigente, il dirigente non c'era, si rinvia tutto alla prossima volta. E così all'infinito.

Nota buffa: sulla porta dell'ufficio una strana richiesta: "Per favore, parlateci dolcemente e non contraddiceteci mai, i tipi come noi si alterano facilmente e sono molto suscettibili".

L'ho notato.Io ci aggiungerei: "e anche parecchio stronzi"!

postato da chiacchierefutte alle ore ottobre 02, 2005 01:00 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: immigrazione, abusi, questura


martedì, 27 settembre 2005

Chiesa e Giustizia

A causa di qualche screzio con E. sono tornato a passare le mie giornate nel centro di prima accoglienza. Purtroppo ho dovuto riadattarmi per quanto riguarda la cucina, le docce comuni, etc. con la variante della presenza costante degli ospiti raccomandati.

Si svegliano all'una perché lavorano di notte come custodi al R.P. che è stato definitivamente chiuso. Si lavano e cominciano a cucinare pasti improbabili che, generalmente, richiedono due - tre ore di cottura.

Nel frattempo però, viene fame anche a me. La cucina è piccina e non ci si può stare tutti a cucinare e poi mi sta un po' sulle balle preparare e mangiare lì. Così ho risolto mangiando frutta a mezzogiorno e cenando in modo abbondante la sera con E.

Dimagrirò? Lo spero.

Purtroppo, però, gli ospiti raccomandati non hanno infastidito solo me. Tutti i volontari (abbastanza pochi, a dire il vero) sono sul piede di guerra e minacciano dimissioni. Hanno perfettamente ragione poiché gli ospiti raccomandati (un Irakeno, un Ghanese, un Albanese, ed uno di non so dove) hanno occupato completamente una standa da dodici letti, ristrutturandola a loro piacimento e piazzandoci elettrodomestici e roba varia.

Pertanto abbiamo contattato Don A. per una riunione.

La riunione si è tenuta stasera e Don A., che è una buona persona, ha cominciato parlando dei progetti della caritas. Noi, però, abbiamo presto puntato al sodo e lì Don A. si è trovato in difficoltà. I quattro raccomandati provengono dall'entourage di Don C. e lavorano ancora a R. P. E' una sorta di lavoro alla pari visto che non hanno i documenti in regola.

Si è proprio capito che questa storia proviene direttamente da Don C. (che ha gridato telefonicamente ad un volontario "lì comando io!") e, di riflesso, dal vescovo. Don A. ha detto di non fare rumore poiché Don C. (ed il vescovo) hanno già abbastanza problemi con la legge. E così ha cominciato a snocciolare tutti i procedimenti penali a carico di Don C. Sono quattro, alcuni per reati lievi, altri per reati gravi, due terminati con una sentenza di primo grado di condanna.

Un volontario, a questo punto, è intervenuto dicendo una cosa giusta: "Don A., se te ne esci con questi discorsi, la prossima volta il programma della Caritas fallo scrivere alla Pretura!", con ciò intendendo che noi dobbiamo difendere i più deboli e non agire per non far passare i guai ai preti inquisiti.

Perché la Chiesa si ostina a proteggere e a dare spazio chi è stato già condannato? La Chiesa di questa città sta continuando a danneggiarsi difendendo a spada tratta Don C. che, invece di fare un serio mea culpa, si vanta degli arresti ricevuti, come un eroico vecchio galeotto o un santo incarcerato dai malvagi.

Date a Cesare ciò che è di Cesare...

postato da chiacchierefutte alle ore settembre 27, 2005 02:01 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: abusi


martedì, 27 settembre 2005

Devo vergognarmi?

Nei giorni passati ho accompagnato un Senegalese in questura per i documenti relativi al suo permesso di soggiorno. Il Senegalese ha perso una giornata di lavoro perché ci tiene moltissimo a sbrigare tutte le pratiche: vuole tornare in Senegal per la sua famiglia che non vede da cinque anni e, in particolare, sua madre che sta morendo.

Giunti in questura ecco che ci troviamo davanti ad una porta chiusa con un capannello di avvocati vocianti.

Esce ad un tratto un tizio in divisa e comincia a dire con voce calma che era spiacente ma la questura non avrebbe aperto le porte poiché un loro collega era morto.

Io ho detto che mi dispiaceva ma ho insistito, sempre con il mio solito modo di fare gentile, chiedendo se fosse possibile fare qualcosa per il mio cliente visto che aveva perso apposta una giornata di lavoro. Lui ha cominciato ad incazzarsi ripetendo che era morto un loro collega e quindi dovevano stare vicini alle famiglie. Purtroppo il mio senso civico, aggiunto ad un pizzico di cinismo, mi ha portato ad insistere ancora, sempre gentilmente, ricordando che la questura è un servizio pubblico e per quanto fosse grave l'avvenimento, non potevano chiuderla. A quel punto il questurino è andato su tutte le furie e ha cominciato a gridare: "E' morto un nostro collega, non possiamo stare dietro agli avvocati o al Senegalese che ha perso la giornata di lavoro, noi siamo solo in cinque: SI VERGOGNI!" E, così dicendo, mi ha sbattuto la porta in faccia davanti al solito manipolo di avvocati increduli e stranamente silenziosi.

Non mi è restato altro da fare che rivolgermi al cliente Senegalese e spiegargli nel mio francese maccheronico come stavano le cose. Lui ha capito e triste se ne è tornato a casa.

Ho ragione, ho torto? Devo davvero vergognarmi? Non lo so... ho saputo solo che il loro collega è morto per un incidente stradale. Non ho mai visto chiudere alcunché se un dipendente muore fuori dal posto del lavoro. Sono un insensibile? Non credo. Il mondo deve solo andare avanti.

postato da chiacchierefutte alle ore settembre 27, 2005 01:38 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: abusi


giovedì, 21 luglio 2005

Ascolto protetto

Oggi l'avvocato ha voluto che facessi una esperienza fuori dal comune. Una esperienza terribile: mi ha portato ad un ascolto protetto.

L'ascolto protetto serve al giudice per sentire i minori senza che questi subiscano il trauma di un tribunale.

Si svolge in centri specializzati che contengono una stanza particolare. Questa stanza è generalmente arredata come un'aula di asilo ma ha delle telecamenre, microfoni e, soprattutto, un grande specchio. Dall'altra parte dello specchio ci siamo noi, gli avvocati, oltre che il giudice, il PM e le parti.

La bambina che abbiamo ascoltato oggi ha subito violenza sessuale dal padre. Con l'avvocato ci abbiamo parlato prima. L. è davvero in gamba con i ragazzi. Le ha detto che ora è blindata, nessuno le può fare nulla, perché c'è il suo avvocato. Lei sembrava contenta. Poi abbiamo parlato del mare, della scuola. Sembrava una bambina come tante altre.

Poi è cominciato l'ascolto. Lei è andata in quella stanzetta d'asilo, ed è cominciato il film dell'orrore. E' stata una esperienza terribile.

Ha raccontato tutto, dall'età di due anni quando il padre la toccava, all'età di dieci quando ne ha abusato in modo completo. Terribile.

Terribile vederla piangere, vedere tutti con gli occhi lucidi, vedere una guardia penitenziaria togliersi gli occhiali e asciugarsi più volte le lacrime.

Terribile vedere il padre, con noi nella stanza. Vederlo impassibile. Terribile vedere la madre, connivente: sapeva tutto.

Lui è già in galera, lei ci andrà probabilmente, ma chi potrà restituire a quella bambina ciò che le è stato tolto?

Abbiamo finito tardi, erano le tre. Sono tornato a casa distrutto. Non sono riuscito a pensare ad altro per tutto il giorno. Mi sono buttato nel letto e per un pomeriggio ho mandato a fare in culo il mondo ed il lavoro.

postato da chiacchierefutte alle ore luglio 21, 2005 01:04 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: bambini, abusi, avvocati, pedofilia


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