L'esperienza estiva è stata particolarmente folkloristica a causa della incredibile serie di personaggi che mi sono ritrovato intorno.
Uno era pizzaiolo con la passione del body building e con il cervello completamente devastato dalla cocaina. Con questo personaggio sono stato costretto a dividere la camera matrimoniale (sic!). Aveva precedenti per aver costituito un piccolo supermercato della coca nel suo paese alcuni anni fa. Si poteva arrabbiare per un buongiorno detto male e più di una volta ha perso le staffe per futili motivi. Una volta ha distrutto una decina di piatti e se ne è andato a metà servizio poiché un cameriere gli aveva chiesto quando usciva una pizza. (Sono stato costretto ad andare a dire ai clienti che il pizzaiolo si era sentito male e che pizza non ce n'era più!). Un'altra volta, per molto meno, aveva spaccato una lastra di granito in cucina con un pugno. Quella stessa sera firmò una sgrammaticata lettera di dimissioni dove dichiarava che "come regolamento vuola" se ne sarebbe andato dopo dieci giorni. Nei giorni successivi ha cercato in tutti i modi di ritirare la lettera, ma oramai sia io sia il mio direttore avevamo deciso di liquidarlo viste le sue follie. Una su tutte: la capo bar aveva trovato un gattino nero, a dire il vero un po' bruttino. Lui si era messo in testa di fargli una foto mentre il gatto era sospeso a mezz'aria. Così lo ha lanciato con il risultato di lasciarlo mezzo morto. Il gatto prima si chiamava Cleto, quella sera pareva morto, era la sera dei mondiali, ma poi si è ripreso ed è stato ribattezzato Italia, come se avesse perso una vita. Mi è toccato consolare la capo bar in lacrime, ma non è stato così spiacevole.
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