SENZATETTO

DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIOR: pensieri di un bamboccione senza fissa dimora.
venerdì, 24 marzo 2006

L'unghia

Ho intenzione di tediarvi con qualche riga su di un’unghia incarnita che da alcuni mesi mi regala non poca sofferenza.
Inizialmente il medico di famiglia mi ha consigliato una cura antibiotica, ma tre mesi sono tanti e così questa mattina alle nove ha deciso di indirizzarmi al reparto chirurgia in ospedale per rimuovere l’unghia molesta.
La trafila la conosciamo in molti. Prenotazione, pagamento del tiket (sui venti euro) e poi la visita.
La prenotazione mi aveva ingannevolmente messo di buon umore poiché la visita si doveva svolgere in giornata, alle ore 11. Una sorta di mezzo miracolo, ho pensato.

Poiché ero già lì ho preferito attendere e per farlo meglio mi sono procurato da un’edicola nei paraggi la “Voce di M.” e l’ultimo libro di Eco. Mi sono così immerso nella lettura immaginando, da un momento all’altro, la rimozione del fastidioso artiglio.

Le 11 sono arrivate rapidamente ed un gruppetto di persone già si accalcava alla porta dell’ambulatorio. Alcuni del personale, però, ci hanno invitati a lasciare il reparto e ad attendere fuori. Diligentemente ci siamo spostati oltre la porta ed è cominciata la seconda vera attesa.

La lettura del periodico, con le sue 16 pagine, era già terminata da un pezzo e provvidenziale è stata la presenza del librone di Eco. L’unghia però non mi dava pace e stando in piedi già da più di un’ora la tortura era sempre più insistente.

Immaginatevi la scena. Io appoggiato al muro col libro in mano e il piede dolorante e di fronte a me, su di una panchina dell’ospedale un quadretto tipico massafrese che, ritengo a ragione, sarebbe stato lo stesso nell’ottocento. Una anziana coppia dai volti scavati dal sole e dal vento e dalle mani modellate dal lavoro con il loro giovane figlio, una vecchierella insofferente con tanta voglia di far casino e altra umanità varia che andava e veniva.

I minuti passavano inesorabili. 11 e 10, 11 e 20, 11 e 30 e la porta era sempre chiusa. La vecchierella casinista ha cominciato la sua litania di lamentele da subito, giusto per alleviare l’atmosfera. Si sentiva “mancare l’aria”, diceva che era stanca, che non era umano farci aspettare tanto visto che l’ambulatorio apriva alle 11, eccetera, eccetera. Poi ha cominciato a raccontare a tutti i suoi malanni. Ci ha spiegato che aveva il braccio come mangiato dai topi a furia di iniezioni, poi però era passato tutto e le era rimasto solo un bubbone che voleva togliere. E’ impressionante la voglia che c’è nelle sale d’attesa di dire i fatti propri.

Nel frattempo a frotte o singolarmente medici più o meno affaccendati sfilavano con bandane dalle più assurde fantasie, infermiere più o meno carine e infermieri vocianti portavano a spasso pazienti su sedie a rotelle, inservienti di ogni risma portavano cibo nel reparto o semplicemente entravano ed uscivano. Tutto questo mentre la signora insofferente continuava il suo rosario di lamentele ed eravamo già arrivati quasi a mezzogiorno senza che l’ambulatorio fosse stato aperto.

Ad un certo punto dal pronto soccorso salgono un padre con in braccio suo figlio ed una madre. Il bambino, sui sette anni, aveva entrambi i piedini avvolti in una garza. Anche loro attendono fuori, in piedi. I quattro si alzano dalla panchina per far sedere il padre ed il figlio. Il bambino spaurito nascondeva il volto sul petto del papà. La vecchierella casinista smette di lamentarsi, ma giusto per una decina di secondi.

Pochi minuti prima delle 12 si presenta un ragazzo che ci svela l’arcano. L’ambulatorio è aperto solo virtualmente dalle 11 alle 12. Lui, infatti, si presenta da diversi giorni sempre alle 11 e 55 e aspetta pochissimo. Infatti verso le 12 e 30 cominciano a visitarci ad uno ad uno. Eravamo meno di dieci ed in quindici minuti è tutto finito.

Finalmente arriva anche il mio turno. La mia visita è durata un centinaio di secondi. Dalle 9 del mattino alle 12 e 40 per sentirmi dire che sì, è vero, bisogna rimuovere l’unghia insolente. Che novità! Ora mi tocca tornare dal medico, prenotare, pagare nuovamente, attendere altre quattro o cinque ore...

foto: http://www.amicopediatra.it/genitori/Curiosando_Cosa_fare_se/IMMAGINI/Unghia%20incarnita%20mod.JPG

postato da chiacchierefutte alle ore marzo 24, 2006 10:26 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: salute



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