E' più di un mese che non scrivo, ne sono cosciente. Alle volte sono stato tentato eppure mi sono fatto prendere dalla pigrizia o da altre cose.
Non si pensi, però, che non sia successo nulla nel centro, in studio e nella mia vita: anzi!
E' passata tanta gente in questo mese. La persona più caratteristica è stata sicuramente T. omosessuale della Tunisia che vive in Italia da molti anni. Mai vista una persona più indisponente, credo che si sia fatta cacciare da tutti i centri di accoglienza, compreso il nostro.
E' duro da dirsi ma è andata proprio così. T. ha un sacco di problemi di salute, addosso è pieno di apparecchi medici, lui dice di essere in fase terminale per un tumore o qualcosa del genere. Nonostante ciò, però, non è in ospedale ed ha una vitalità che io non ho neanche nei giorni in cui sono in forma.
Nel giro di due giorni (tanto è durato il suo soggiorno da noi) ha ricevuto le chiavi del centro da Don A., ha invaso la mia stanza con tutti i suoi vestiti, ha schiavizzato il povero A. che è sempre disponibile con tutti, ha rischiato di far saltare in aria col gas l'intera casa, ha creato un incidente politico con l'assessore ai servizi sociali, ha coinvolto una decina tra agenti di polizia e carabinieri, ha fatto venire una crisi di nervi alla responsabile A. e, finalmente, si è fatto "ricollocare" (leggasi cacciare) in un altro centro.
Certo, se avessimo visto in lui Cristo l'avremmo mai allontanato. Evidentemente la nostra fede non ci permette di arrivare a questo punto di trasfigurazione e ci siamo limitati a vedere in lui una persona prepotente ed arrogante che stava mettendo scompiglio nella nostra tranquillità. Questo mostra la nostra piccolezza e inettitudine ovviamente...
In questo mese ho fatto anche una esperienza unica: sono stato negli Stati Uniti, precisamente a San Francisco! Più della maestosità della città, però, mi ha colpito la miseria. Nessuno immaginerebbe mai quanta misera c'è tra le strade di una opulenta metropoli americana.
Le vie erano stracolme di barboni, malati, storpi, pazzi, quasi tutti esclusivamente di colore, che girano come zombie. A San Francisco, inoltre, tra una limousine e un grattacielo ci sono ancora mestieri da noi scomparsi da decenni come, ad esempio il lustrascarpe!
Non capisco come possa considerarsi evoluta una società che ha tanti disperati per strada e non è in grado di offrire la dovuta assistenza. Una società del genere deve essere considerata più povera e non più ricca delle altre.
Dico sempre che a L. il Sindaco invece di spendere cinquecento mila euro l'anno per addobbare le strade a Natale meglio farebbe ad investire quei soldi in alloggi per i più poveri che vivono in stazione. Anche lì si può dire la stessa cosa anche se, per dare una casa a tanti derelitti, forse non basterebbe un intero grattacielo!
Il lustrascarpe, che era Italiano, mi ha detto che suo cognato, in Italia, stava ben meglio di lui con due negozi di alimentari, mentre lui dopo trentacinque anni di America si trovava lì a pulir le scarpe, non ha esistato però, a giudicare chi stava ancora più in basso di lui: "Questi negri - diceva - non vogliono fare niente, hanno mangiare e bere gratis e stanno tutto il giorno per strada a non far nulla!"
E nelle sue parole ho capito come funziona l'America.
(Per maggiori info sui senzatetto a San Francisco: http://www.sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/c/a/2001/11/04/MN238318.DTL)
