SENZATETTO

DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIOR: pensieri di un bamboccione senza fissa dimora.
martedì, 27 settembre 2005

Chiesa e Giustizia

A causa di qualche screzio con E. sono tornato a passare le mie giornate nel centro di prima accoglienza. Purtroppo ho dovuto riadattarmi per quanto riguarda la cucina, le docce comuni, etc. con la variante della presenza costante degli ospiti raccomandati.

Si svegliano all'una perché lavorano di notte come custodi al R.P. che è stato definitivamente chiuso. Si lavano e cominciano a cucinare pasti improbabili che, generalmente, richiedono due - tre ore di cottura.

Nel frattempo però, viene fame anche a me. La cucina è piccina e non ci si può stare tutti a cucinare e poi mi sta un po' sulle balle preparare e mangiare lì. Così ho risolto mangiando frutta a mezzogiorno e cenando in modo abbondante la sera con E.

Dimagrirò? Lo spero.

Purtroppo, però, gli ospiti raccomandati non hanno infastidito solo me. Tutti i volontari (abbastanza pochi, a dire il vero) sono sul piede di guerra e minacciano dimissioni. Hanno perfettamente ragione poiché gli ospiti raccomandati (un Irakeno, un Ghanese, un Albanese, ed uno di non so dove) hanno occupato completamente una standa da dodici letti, ristrutturandola a loro piacimento e piazzandoci elettrodomestici e roba varia.

Pertanto abbiamo contattato Don A. per una riunione.

La riunione si è tenuta stasera e Don A., che è una buona persona, ha cominciato parlando dei progetti della caritas. Noi, però, abbiamo presto puntato al sodo e lì Don A. si è trovato in difficoltà. I quattro raccomandati provengono dall'entourage di Don C. e lavorano ancora a R. P. E' una sorta di lavoro alla pari visto che non hanno i documenti in regola.

Si è proprio capito che questa storia proviene direttamente da Don C. (che ha gridato telefonicamente ad un volontario "lì comando io!") e, di riflesso, dal vescovo. Don A. ha detto di non fare rumore poiché Don C. (ed il vescovo) hanno già abbastanza problemi con la legge. E così ha cominciato a snocciolare tutti i procedimenti penali a carico di Don C. Sono quattro, alcuni per reati lievi, altri per reati gravi, due terminati con una sentenza di primo grado di condanna.

Un volontario, a questo punto, è intervenuto dicendo una cosa giusta: "Don A., se te ne esci con questi discorsi, la prossima volta il programma della Caritas fallo scrivere alla Pretura!", con ciò intendendo che noi dobbiamo difendere i più deboli e non agire per non far passare i guai ai preti inquisiti.

Perché la Chiesa si ostina a proteggere e a dare spazio chi è stato già condannato? La Chiesa di questa città sta continuando a danneggiarsi difendendo a spada tratta Don C. che, invece di fare un serio mea culpa, si vanta degli arresti ricevuti, come un eroico vecchio galeotto o un santo incarcerato dai malvagi.

Date a Cesare ciò che è di Cesare...

postato da chiacchierefutte alle ore settembre 27, 2005 02:01 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: abusi


martedì, 27 settembre 2005

Devo vergognarmi?

Nei giorni passati ho accompagnato un Senegalese in questura per i documenti relativi al suo permesso di soggiorno. Il Senegalese ha perso una giornata di lavoro perché ci tiene moltissimo a sbrigare tutte le pratiche: vuole tornare in Senegal per la sua famiglia che non vede da cinque anni e, in particolare, sua madre che sta morendo.

Giunti in questura ecco che ci troviamo davanti ad una porta chiusa con un capannello di avvocati vocianti.

Esce ad un tratto un tizio in divisa e comincia a dire con voce calma che era spiacente ma la questura non avrebbe aperto le porte poiché un loro collega era morto.

Io ho detto che mi dispiaceva ma ho insistito, sempre con il mio solito modo di fare gentile, chiedendo se fosse possibile fare qualcosa per il mio cliente visto che aveva perso apposta una giornata di lavoro. Lui ha cominciato ad incazzarsi ripetendo che era morto un loro collega e quindi dovevano stare vicini alle famiglie. Purtroppo il mio senso civico, aggiunto ad un pizzico di cinismo, mi ha portato ad insistere ancora, sempre gentilmente, ricordando che la questura è un servizio pubblico e per quanto fosse grave l'avvenimento, non potevano chiuderla. A quel punto il questurino è andato su tutte le furie e ha cominciato a gridare: "E' morto un nostro collega, non possiamo stare dietro agli avvocati o al Senegalese che ha perso la giornata di lavoro, noi siamo solo in cinque: SI VERGOGNI!" E, così dicendo, mi ha sbattuto la porta in faccia davanti al solito manipolo di avvocati increduli e stranamente silenziosi.

Non mi è restato altro da fare che rivolgermi al cliente Senegalese e spiegargli nel mio francese maccheronico come stavano le cose. Lui ha capito e triste se ne è tornato a casa.

Ho ragione, ho torto? Devo davvero vergognarmi? Non lo so... ho saputo solo che il loro collega è morto per un incidente stradale. Non ho mai visto chiudere alcunché se un dipendente muore fuori dal posto del lavoro. Sono un insensibile? Non credo. Il mondo deve solo andare avanti.

postato da chiacchierefutte alle ore settembre 27, 2005 01:38 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: abusi


sabato, 17 settembre 2005

Il barbiere dello Sri Lanka

Ne capitano di cose strane da noi!

Ora abbiamo un barbiere dello Sri Lanka con tanto di decreto di espulsione in tasca!

E' un ragazzo gentile e timido che si è messo in testa di tagliare i capelli a tutti! Ha lavorato per dieci anni come barbiere nello Sri Lanka ma ora in Italia non può lavorare perché deve mettere a posto prima i documenti.

L'altro giorno ha accorciato i capelli a P. e ha insistito per tagliarli anche a me. Oggi c'è riuscito. A dire il vero io ho già i capelli cortissimi, praticamente rasati a zero. Lui ha detto che non stavo bene e doveva fare delle modifiche.

Ha impugnato una vecchissima macchinetta per capelli, mezza arrugginita e mi ha accorciato i capelli lateralmente e sul collo. Alla fine il lavoro è venuto benissimo anche se un po' mi ha graffiato e... non sono per niente sicuro dell'igienicità dell'operazione.

Comunque gli ho dato cinque euro. Lui non voleva nulla e in due occasioni ha cercato di darmi indietro i soldi.

postato da chiacchierefutte alle ore settembre 17, 2005 16:46 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: aneddoti, sri lanka


sabato, 17 settembre 2005

Gli ospiti raccomandati

Ogni tanto qualcuno ci raccomanda qualche ospite. In questo caso la raccomandazione viene addirittura da Don C. che ci ha letteramente obbligato, facendo pressione su Don A., ad accogliere quattro suoi protetti provenienti da R.P.

Sono bravi ragazzi ma, visti sotto la luce della raccomandazione, hanno generato da subito qualche malumore.

Arrivati con due giorni di anticipo sul previsto hanno completamente smontato la stanza rimuovendo tutto il mobilio che è stato sistemato in una stanzetta nel giardino. Hanno portato tutto da sé: letti, armadi, tv, radio, etc.

Ora quindi la casa ha perso sette posti letto e, onestamente, non ne ho proprio capito il perché.

A questo bisogna aggiungere che ai novelli ospiti è stata data la chiave d'ingresso così possono entrare ed uscire quando vogliono e non devono collaborare con le pulizie! Dirò di più! Ne ho conosciuto solo uno ed è pure senza permesso di soggiorno!

Questo Don C. non è contento della galera che si è già fatta... evidentemente ne vuole fare un altro po'.

postato da chiacchierefutte alle ore settembre 17, 2005 16:38 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: abusi di potere


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