SENZATETTO

DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIOR: pensieri di un bamboccione senza fissa dimora.
giovedì, 28 luglio 2005

A cena con C, bis

C. aveva espresso il desiderio di ripetere la cena in pizzeria fatta per il suo compleanno.

L'occasione si è ripetuta grazie all'imminente compleanno di E., la mia ragazza.

C. è disabile, non può camminare né muoversi agilmente. In compenso ha un buon cervello che le permette di usare facilmente il computer e di scrivere poesie.

Il cervello la obbliga anche ad innamorarsi e ad andare alla ricerca di un'anima gemella. Questa sera ho affrontato proprio questa realtà di cui ero all'oscuro.

Generalmente quando si guarda un disabile, gli si riconoscono vari diritti, ma non quello di amare o di avere rapporti sessuali.

Eppure questa sera mi è apparso così naturale sentire parlare C. dei suoi ex e del suo desiderio di avere un'anima gemella.

Un desiderio legittimo per una trentenne, impossibile per lei.

postato da chiacchierefutte alle ore luglio 28, 2005 01:51 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: amore, handicap, disabili


giovedì, 21 luglio 2005

Ascolto protetto

Oggi l'avvocato ha voluto che facessi una esperienza fuori dal comune. Una esperienza terribile: mi ha portato ad un ascolto protetto.

L'ascolto protetto serve al giudice per sentire i minori senza che questi subiscano il trauma di un tribunale.

Si svolge in centri specializzati che contengono una stanza particolare. Questa stanza è generalmente arredata come un'aula di asilo ma ha delle telecamenre, microfoni e, soprattutto, un grande specchio. Dall'altra parte dello specchio ci siamo noi, gli avvocati, oltre che il giudice, il PM e le parti.

La bambina che abbiamo ascoltato oggi ha subito violenza sessuale dal padre. Con l'avvocato ci abbiamo parlato prima. L. è davvero in gamba con i ragazzi. Le ha detto che ora è blindata, nessuno le può fare nulla, perché c'è il suo avvocato. Lei sembrava contenta. Poi abbiamo parlato del mare, della scuola. Sembrava una bambina come tante altre.

Poi è cominciato l'ascolto. Lei è andata in quella stanzetta d'asilo, ed è cominciato il film dell'orrore. E' stata una esperienza terribile.

Ha raccontato tutto, dall'età di due anni quando il padre la toccava, all'età di dieci quando ne ha abusato in modo completo. Terribile.

Terribile vederla piangere, vedere tutti con gli occhi lucidi, vedere una guardia penitenziaria togliersi gli occhiali e asciugarsi più volte le lacrime.

Terribile vedere il padre, con noi nella stanza. Vederlo impassibile. Terribile vedere la madre, connivente: sapeva tutto.

Lui è già in galera, lei ci andrà probabilmente, ma chi potrà restituire a quella bambina ciò che le è stato tolto?

Abbiamo finito tardi, erano le tre. Sono tornato a casa distrutto. Non sono riuscito a pensare ad altro per tutto il giorno. Mi sono buttato nel letto e per un pomeriggio ho mandato a fare in culo il mondo ed il lavoro.

postato da chiacchierefutte alle ore luglio 21, 2005 01:04 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: bambini, abusi, avvocati, pedofilia


giovedì, 21 luglio 2005

Elogio della bicicletta

Io non capisco cosa abbiano gli automobilisti da sentirsi così superiori.

Inquinano, spendono una marea di soldi, restano imbottigliati nel traffico, rischiano costantemente la morte, non trovano mai un parcheggio... che avranno da sentirsi così super?

Intanto oltre a tutte queste doti ne hanno altre segrete che vengono fuori nelle ore più buie.

Lo scorso anno percorrevo in bicicletta (come faccio di solito) una strada principale di L.

Era molto tardi e non c'era nessuno in giro. Ad un certo punto si avvicina un'auto. Gli imbecilli che la abitavano lanciano un forte urlo e suonano il clacson e, non contenti, colgono l'occasione per gettarmi contro del thé alla pesca (all'inizio ho pensato al peggio).

L'altra notte un'auto mi blocca ad un incrocio, io sono sempre in bici, dentro c'è la solita solfa di ragazzini e ragazzine probabilmente ubriachi, che non sanno come passare la notte (dopo non aver fatto un cazzo per tutto il giorno).

Io rientravo nella casa di prima accoglienza, dove sono custode, dopo aver lasciato casa della mia ragazza. Ovviamente sono in giacca e cravatta, come si conviene ad un avvocato. Probabilmente questa figura in giacca e cravatta, di notte, su di una bicicletta, sarà risultata molto divertente per quegli imbecilli professionisti.

Una ragazza, con tanto di apparecchio in vista, mostruosa, mi è scoppiata a ridere in faccia, una risata oscena, o almeno così mi è parsa, al suo fianco uno sbarbatello pocopiùcheventenne ha urlato "scoppiatoooo" per poi schizzare via alla velocità della luce come fatto tutti i codardi professionisti.

Oggi me ne è capitata un'altra. Ore pomeridiane, venivo da una giornata di lavoro molto intensa. Un cretino patentato, approfittando della strada deserta, mi urla contro "comprati una macchina", per poi sparire conigliescamente.

So che la madre dei cretini è sempre incinta ma... mi sa tanto... che ultimamente sta facendo parti plurigemellari.

postato da chiacchierefutte alle ore luglio 21, 2005 00:49 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: bicicletta, denigrazione


lunedì, 11 luglio 2005

Il lavoro che non c'è

Giovane, laureato, disoccupato: sono io.

Ho pubblicato il mio curriculum vitae un po' dappertutto e un paio di giorni fa sono stato contattato dalla Manpawer di T.

Sono ritornato a M. e all'indomani mi sono recato a T. per fare il colloquio.

Indovinate cosa mi hanno proposto? Di fare il portiere (o portinaio) in un condominio: smistare posta, curare il giardino, pulire le scale, € 1120,00 lordi mensili.

Ho accettato subito fottendomene della laurea, anche perché ho un disperato bisogno di soldi ed è un lavoro di soli due mesi.

Al ritorno a casa mia madre quasi mi cacciava via. Dicendo che accettare quel lavoro significa umiliare i genitori che mi hanno fatto studiare...

Non immaginavo che trovare un lavoro avrebbe umiliato i miei genitori.

Al momento sono in attesa di essere ricontattato per svolgere un colloquio con l'amministratore del condominio. Vuoi vedere che la laurea in Giurisprudenza non è un titolo sufficiente per spazzare le scale?

postato da chiacchierefutte alle ore luglio 11, 2005 22:18 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: lavoro


lunedì, 11 luglio 2005

A cena con C.

L'altro giorno era il compleanno di C. un'amica della mia ragazza. C. è una poetessa, giovane, piena di vita, in cerca di amore.

C. è disabile, o diversamente abile come si dice ora.

Non so perché ma ho avuto sempre una strana sensazione in presenza di disabili. Una ancestrale "paura" del diverso, del deforme.

Questa "paura" l'ho però affrontata proprio l'altra sera.

C. infatti ha deciso di invitare me, la mia ragazza e A. (un ragazzo di cui si è innamorata) in una pizzeria.

Lei non cammina e, quindi, siamo andata a casa sua e l'abbiamo messa nella sua auto provvista di uno speciale montacarichi per farla salire.

Siamo andati in un'ottima pizzeria su consiglio di A. ed è stata davvero una serata divertente, da ripetere.

A. è un bravissimo ragazzo che conosce C. da sempre poiché sono cresciuti nella stessa zona a L.; lui si comporta in modo molto affettuoso e questo affetto ha fatto nascere un sentimento particolare in C., sentimento che, purtroppo, non è corrisposto.

In una sera ho rimosso molti dei miei pregiudizi e sono passato da un "giustamente" ad un "purtroppo".

postato da chiacchierefutte alle ore luglio 11, 2005 22:11 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: disabili, diversamente abili


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