SENZATETTO

DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIOR: pensieri di un bamboccione senza fissa dimora.
sabato, 30 aprile 2005

Il re mago è andato via ed altre cose spiacevoli

E' durato davvero poco il Re Mago che era venuto a darmi una mano come custode notturno! Nel giro di una settimana è sparito. Devo essere sincero? Sono contento, non mi ispirava nessuna fiducia.

Ora invece la fiducia la stiamo dando a P.L., una vecchia conoscenza. P.L. è italiano, di questa città, ed ha un carattere tranquillo e gentile. Non mi piacciono quelli aggressivi. Qui siamo tutti ragazzi, c'è bisogno di un clima tranquillo, non di qualcuno che detti legge.

Tanto la testa gloriosa arriva sempre. Stamattina, ad esempio mi sono trovato un pocopiùcheventenne marocchino, vestito alla malandro (direbbe Pasolini ne "una vita violenta"). Ho capito subito che voglia di lavorare per lui è uguale a zero.

Essendo l'ultimo arrivato, ed uno dei più giovani, gli ho chiesto di lavare il bagno. Inizialmente ha fatto finta di non capire anche se l'italiano lo sa benissimo. Poi l'ho ripetuto in francese e lui ha capito, a malincuore.

Senza che la faccio troppo lunga, alla fine mi ha detto si ma il bagno l'ha fatto lavare ad un suo connazionale, bravissimo e sempre disponibile, ma che ha forse trent'anni più di lui.

Dopo un po' vado nel bagno dei volontari e ci trovo un bello sputo catarroso nel lavandino. Come direbbe Moretti, mi gioco una palla, non due, ma una sola, che è stato lui!

Non solo... alle 11,30 la mia ragazza mi chiama dal centro ascolto della stazione poiché questo tipastro aveva dimenticato a casa un biglietto del treno importantissimo di 40 euro.

Piglio la bicicletta e corro (non troppo veloce a dire il vero...) verso il centro. Lo trovo davanti la porta, non dice grazie ma "perché non state aperti tutto il giorno come a T.?".

Io gli prenderei volentieri la faccia e la sbatterei su di uno spigolo marmoreo, ma sono un tipo pacifico e gli rispondo soltanto che deve dire grazie che oggi è sabato e non lavoro altrimenti il suo biglietto non l'avrebbe avuto che a tarda sera dopo aver perso una cinquntina di treni utili. Gli ricordo poi che noi siamo quattro gatti a gestire la casa e lo facciamo gratis, non abbiamo quindi la possibilità di stare aperti tutto il giorno.

Comunque lui entra nella sua camerata e comincia a rivoltare il suo letto guardando in ogni angolo, sotto il materasso, dentro il cuscino, nei tiretti, smonta il comodino... e pretende di fare la stessa cosa con tutta la casa, scrivanie, cucina, bagno, giardino... non trascura nulla....

Mi lascia un casino diffuso ma... alla fine NULLA! Questo è il primo caso di biglietto con i piedi! O forse uno dei tanti casi di persona senza cervello.

Tornando alle cose serie... l'altra sera il marocchino più anziano se ne tornò ubriaco fradicio e a nulla valsero i consigli per metterlo a letto da parte di P.L.

La Sig.ra A. ad un certo punto spazientita lo ha mandato fuori nonostante le sue proteste vivaci. Fortunatamente P.L. lo ha fatto rientrare dopo che la Sig.ra A. era andata via. All'indomani ho chiesto spiegazioni visto che A., questo è il suo nome, è sempre stata una persona tranquillissima e, soprattutto, uno che collabora nelle pulizie. Mi ha detto allora che ha chiamato in Marocco e gli hanno riferito che sua sorella di soli 38 anni era morta a seguito di una operazione cardiaca. Per la disperazione si è ubriacato.

In questi casi io l'alcool lo tollero.

postato da chiacchierefutte alle ore aprile 30, 2005 17:40 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: storie, volontariato, senzatetto


martedì, 26 aprile 2005

Arriva il Re Mago

Non sono più solo nel centro notturno. Dal R.P. ora diretto nientepocodimeno che da Don A. è giunto, come un Re Mago R.

R. è un Turco alto e possente, sembra un incrocio tra Mastro Lindo e Kojak e mi fa un po' paura nonostante i miei 110 kg di stazza!

E' molto dinamico, si sveglia prima di me e prepara la colazione, tiene tutto sotto controllo e mi aspetta sveglio fino a quando non torno a dormire.

Forse stavo meglio da solo, ora mi sento più controllato ma una mano ci voleva, soprattutto per il pezzo di sera in cui non ci sono. Ora infatti posso permettermi di tornare anche a mezzanotte senza pensieri.

R. mi ha detto che ha fatto 15 anni di galera in Turchia e doveva scontarne altri 15 ma è riuscito a fuggire.

30 di carcere... ma che avrà fatto? Io l'ho presa alla leggera ma, onestamente, la cosa è inquietante, non credete?

postato da chiacchierefutte alle ore aprile 26, 2005 08:45 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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martedì, 26 aprile 2005

Una scelta che ti cambia la vita

 E' da un po' che non scrivo... in compenso eccovi un articolo scritto dalla mia ragazza:

Siamo tre ragazzi, profondamente diversi ma accomunati da una stessa esperienza: il servizio civile presso il CENTRO CARITAS di L., un centro ascolto che si occupa di prestare assistenza morale e concreta a varie tipologie di bisognosi.

 

 

Arrivarci è semplice: basta seguire le indicazioni della freccia posta a destra della facciata della S. F.

 

 

La nostra avventura è cominciata proprio in questo centro costituito da due piccole stanzette, qualche mese fa, quando io ed un’altra ragazza abbiamo deciso di entrare a far parte dei volontari del servizio civile. Perché questa scelta? Per tanti motivi: per fare un’esperienza nuova, per sentirci utili nella vita, per trovare un lavoro che non fosse fine a se stesso, ma che offrisse la possibilità di fare del bene a qualcuno. All’inizio tanti dubbi, tante paure, ma anche una grande voglia di metterci in gioco. Non sapevamo a cosa andassimo incontro, ma ci siamo buttate. Abbiamo subito instaurato un buon rapporto con l’obiettore che già prestava servizio lì da due mesi, e adesso siamo un trio inseparabile.

 

 

Siamo ragazzi normali, ma anche molto fortunati: veniamo da buone famiglie che non ci hanno mai fatto mancare nulla, abbiamo una casa, degli amici, frequentiamo un corso di studi, siamo spensierati e ci divertiamo, come quasi tutti i ragazzi della nostra età. Ritenevamo queste cose normali, scontate, ma presto abbiamo capito che non è così. Non sapevamo nulla del mondo parallelo che avremmo conosciuto, se non qualche notizia ascoltata in tv, ma considerata troppo lontana da noi per essere ritenuta credibile.

 

 

La realtà che abbiamo toccato con mano in questo centro è ben diversa dal mondo in cui abbiamo vissuto, e presto ci siamo accorti di non essere in un film o in una notizia di cronaca televisiva. Le persone che abbiamo conosciuto, e che giornalmente frequentano il centro, sono reali ed hanno i nostri stessi sentimenti, i nostri stessi bisogni, gli stessi desideri e le stesse paure. Da noi vengono persone sole, abbandonate da parenti ed amici, che con il pretesto di chiedere un capo d’abbigliamento usato cercano nel nostro sorriso il calore umano che da tempo hanno perso e che viene loro negato dal mondo; vengono persone che non hanno un lavoro e di conseguenza non hanno di che mangiare, ma che ugualmente devono portare avanti la famiglia; vengono persone che non hanno la possibilità di entrare in un negozio d’abbigliamento e scegliere ciò che vogliono; vengono stranieri, costretti a lasciare il proprio Paese in cerca di lavoro, spinti dalla necessità ad abbandonare la casa e la famiglia nella speranza di una vita migliore che, forse, non troveranno mai, alle prese con una lingua che non è la loro, con persone diffidenti e spesso ostili, con tanti problemi di ordine pratico; vengono persone drogate o alcolizzate o malate, che hanno perso la voglia di vivere e di sperare.

 

 

Nelle ore in cui il centro è aperto la responsabile e noi volontari cerchiamo di mettere da parte i nostri pensieri e di dedicarci ai bisogni di questa gente con amore e dedizione, avendo sempre a portata di mano un sorriso ed una parola di conforto. Spesso vorremmo aiutarli di più, ma quando non possiamo ci sentiamo impotenti.

 

 

La cosa che più impressiona e fa paura è che in molti casi la vita dei “nostri bisognosi” in passato era simile alla nostra o addirittura migliore, poi per colpa di una donna, di un vizio o di un brutto scherzo della vita si ritrovano oggi in situazioni incresciose. In altri casi, invece, alle spalle di comportamenti sbagliati, maleducati o pericolosi c’è solo tanta ignoranza e povertà morale e culturale.

 

 

Il 12 aprile noi due ragazze del servizio civile, su iniziativa della nostra responsabile, siamo andate in una classe dell’Istituto Tecnico “C.” per prestare testimonianza e raccontare la nostra esperienza nel centro. Sono sicura che per quei ragazzi non siamo state solo il pretesto per saltare un’ora di lezione, ma ci hanno ascoltate con interesse e serietà, perché si sono trovati davanti due ragazze normali, due coetanee, con i loro stessi problemi e la stessa paura del futuro.

 

 

Abbiamo raccontato loro il perché della nostra scelta, quanto questa esperienza ci abbia arricchite da tanti punti di vista, abbiamo parlato dei “nostri poveri” e dei volontari del centro a cui ci siamo affezionate, della gioia che ogni giorno proviamo quando ci ritroviamo tutti insieme sapendo che facendo del bene ad un nostro fratello stiamo facendo del bene anche a noi stessi.

 

 

La nostra speranza è che sempre più ragazzi vengano coinvolti in questo progetto e diano alimento al mondo del volontariato, perché è vero quello che dice lo slogan: “E’ una scelta che ti cambia la vita”!

postato da chiacchierefutte alle ore aprile 26, 2005 08:32 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: esperienze, volontariato, servizio civile, caritas


domenica, 03 aprile 2005

Un uomo buono

L'8 marzo 2003 ho avuto la fortuna di assistere ad un incontro con Papa Giovanni Paolo II nell'aula Nervi in Vaticano.
Era il primo incontro tra il Papa e i giovani del Servizio Civile Nazionale.
La sala era gremita di giovani, soprattutto ragazze.
Quando il Papa è entrato c'è stato il tripudio, un folto gruppo gridava a gran voce "Giovanni Paolo! Giovanni Paolo" come se fosse una rock star.
Piccolo, sulla sua sedia mobile, spinto da altri, con voce flebile e quasi incomprensibile. Cosa aveva quell'uomo da ispirare tanta gioia e tante acclamazioni? La forza dello Spirito.
postato da chiacchierefutte alle ore aprile 03, 2005 13:00 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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