SENZATETTO

DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIOR: pensieri di un bamboccione senza fissa dimora.
venerdì, 25 marzo 2005

Il rovescio della medaglia

Tempo fa ho scritto di un giornalista di Foggia che ha dormito nella casa di prima accoglienza dove svolgo il ruolo di custode notturno. Un uomo abbandonato dalla famiglia, malato, una persona che mi faceva una gran pena.

Ecco che, però, in questi giorni ho conosciuto il rovescio della medaglia. La moglie è venuta nella nostra città per poter visitare sua figlia, diversamente abile, ricoverata in un centro per persone affette da problemi psichici.

A causa di problemi economici la signora è andata nel centro caritas della stazione per poter ricevere un contributo per il viaggio e, quindi, tornare nella sua città.

Come fanno generalmente le persone che hanno bisogno, ha raccontato tutta la sua vita alla mia ragazza, che lì svolge il servizio civile.

Si è così scoperto che l'ex giornalista era una persona piena di vizi, con un insaziabile voglia sessuale che sfogava persino con minori al di sotto di quattordici anni.

Quella persona mi ha fatto ancor più pena...

postato da chiacchierefutte alle ore marzo 25, 2005 16:19 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: poveri


venerdì, 25 marzo 2005

Da tgcom.it

Lecce, don Lodeserto ai domiciliari

Accusato anche di favorire immigrazione

Il gip Enzo Taurino ha concesso i domiciliari a don Cesare Lodeserto, ex direttore del centro di accoglienza Regina Pacis di S.Foca. Il sacerdote sconterà il periodo di reclusione in convento e, più precisamente, nell'Abbazia benedettina di Noci (Bari), dove potrà comunicare solo con i frati. Tra le accuse contestategli anche quella di concorso in favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Quest'ultima accusa sarebbe motivata dal fatto che don Cesare Lodeserto avrebbe ospitato nel suo centro ragazze prive del permesso di soggiorno.

Intanto, si è appreso che nell'ambito della indagine sull'ex-direttore del Regina Pacis vi sarebbero altri sei indagati per favoreggiamento, tra cui uno degli agenti di scorta che don Cesare aveva da tempo. Del nuovo reato ipotizzato nei confronti di don Cesare, il difensore del sacerdote, Pasquale Corleto, ha detto di averlo "appreso dalla stampa".

Sarebbe quindi l'ipotesi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina l'accusa coperta da omissis che compariva nel capo "d" dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere notificata a don Cesare. Secondo la Procura di Lecce, il poliziotto e le altre persone sottoposte a indagini hanno fatto stilare il documento di solidarietà che le ospiti del Regina Pacis consegnarono poche ore dopo l'arresto di don Cesare, mentre una delle ragazze moldave si sarebbe resa disponibile - cosa che realmente fece parlando con i giornalisti - a denunciare presunte minacce e offerte per riferire di essere stata maltrattata e violentata dal prelato.

A quanto è dato sapere, i sei nomi sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura di Lecce dopo gli accertamenti compiuti dai carabinieri che - secondo l'accusa - hanno permesso di svelare l'esistenza di una rete di persone che era disponibile ad operare per dimostrare l'innocenza di don Cesare.

postato da chiacchierefutte alle ore marzo 25, 2005 16:12 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: don cesare, regina pacis


lunedì, 14 marzo 2005

Dal sito del Regina Pacis

 

Don Cesare si dimette ma Chiesa
Fondazione e poveri sono con lui

Don Cesare Lodeserto, presidente della Fondazione Regina Pacis, si è dimesso dall' incarico e, in attesa che venga fatta rapida luce, la curia di Lecce ha nominato responsabile dell’attività della Fondazione don Attilio Mesagne, consigliere anziano della Fondazione stessa, direttore della Caritas diocesana e dell'Ufficio diocesano Migrantes. «Proseguirò il lavoro avviato da don Cesare con la stessa passione, entusiasmo e slancio, facendo sì che quanto svolto in questi anni non vada perduto, annullato», ha dichiarato don Attilio. «Ho già incontrato le ragazze ospiti della Fondazione a San Foca – ha proseguito – e mi hanno detto di essere sempre state trattate benissimo. Mi auguro che la giustizia faccia piena luce sull'accaduto, ma che soprattutto lo faccia in tempi brevi». Innumerevoli le espressioni di piena solidarietà a don Cesare: in prima fila l’Arcivescovo di Lecce mons. Cosmo Francesco Ruppi, il vescovo di Chisinau mons. Anton Cosa e tutta la comunità della Moldavia, il direttore della Radio Vaticana P. Federico Lombardi, il ministro per le Pari opportunità on. Silvia Prestigiacomo, e tanti collaboratori e amici della Fondazione Regina Pacis.

postato da chiacchierefutte alle ore marzo 14, 2005 19:07 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, 12 marzo 2005

Diamo a Cesare quel che è di Cesare

In Tv ho visto la notizia dell'arresto di Don C. L.. La cosa mi ha molto colpito anche se da un po' di tempo non si parlava d'altro negli ambienti Caritas. Non so se ha ragione o ha torto. Voglio riportare solo una frase che qualche tempo fa gli sentii pronunciare: "C'è chi dice di dare del pane agli affamati e chi lo fa. Io ho scelto la seconda ipotesi."

Se ha sbagliato per la legge pagherà, sono sicuro, però, che si è comportato da buon credente.

postato da chiacchierefutte alle ore marzo 12, 2005 20:54 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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venerdì, 11 marzo 2005

La futilità del litigio

Oggi C., Rumeno, e P. (del Ghana) hanno cominciato a pestarsi davanti a me. Sono riuscito a fermarli con le sole parole anche perché dubito che mi sarei lanciato a bloccarli nei fatti.

Le cause del litigio sono banali, come sempre, C. non ha voluto dare una sigaretta a P. mentre P. ne da sempre quando ne ha.

La miseria porta a litigare per molto meno.

Per quello che hanno fatto, ora, rischiano il posto letto nel centro di prima accoglienza. Ho cercato di minimizzare sul quaderno dei messaggi agli altri volontari però dovevo scrivere necessariamente qualcosa per giustificare il cambio di letto che ho imposto a P.

Mi rendo conto che tutti i conflitti violenti, dal più piccolo come questo, al più grande, come può essere la guerra, nascono da futili motivi che fanno scattare l'irrazionale molla del nostro istinto.

postato da chiacchierefutte alle ore marzo 11, 2005 13:15 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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